Mi chiamo Valeria ho 30 anni e sono la creatrice del marchio Maggiociondolo.
Non so cosa si scriva di solito nelle pagine di presentazione ma una cosa la so: io ho iniziato dalle trecce.
Da quando ricordo ho vissuto nel laboratorio di maglieria di mia madre, giocando con le prese della corrente, dormendo sui sacchi delle maglie e cercando di raccogliere i nastrini colorati per fare le trecce. All’epoca ero convinta che sarei diventata una veterinaria.

Poi però quando cresci succede di tutto.
Cose, eventi, amicizie, e io da sempre ho un amico di quelli speciali. Quando hai la fortuna di crescere con uno così resti per forza coinvolta in tutto quello che fa. Ti stimola con ogni idea, ti fa immaginare ogni visione e ti fa respirare la passione. Oggi è diventato stilista e mi viene da sorridere che a 4 anni già si sfilava con qualsiasi tessuto lucente drappeggiato con gli spilli. A ripensarci erano orrendi ma da piccoli si sa le cose hanno un altro senso.

Amo le mie origini che nella mia testa ritrovo nelle segherie, i fienili, i boschi ed i campi di ortiche.
Mi piacerebbe raccontarvi del loro profumo. Ma devo parlarvi di me perciò…

Abito in una località di montagna ai piedi del Monte Pasubio e non scherzo quando vi racconto che, dalle finestre in laboratorio, entrano gli uccellini per posarsi sulle sbarre della corrente. Qui d’estate ci sono le lucciole, in primavera i caprioli in giardino e d’inverno la neve e tanto ghiaccio. L’autunno è un mare rosso.
Spinta un po’ dagli eventi sono finita a frequentare le superiori professionali di moda, i 5 anni più utili della mia vita, dove ho conosciuto Alessandra che oggi, lo sapete, è diventata la mia inseparabile compagna di viaggio.

Uscita da scuola il laboratorio della mia mamma è rimasto invischiato in un fallimento e abbiamo dovuto chiudere perché lavoravamo conto terzi. Così mi sono guardata attorno e ho preso tutto il rimasuglio di magazzino, che era tutto quello che ci era rimasto, ed ho iniziato a cucire borse. Ecco da come è partita l’idea di adoperare i materiali di scarto: non potevo permettermi di comperare niente. Gli anni successivi non sono stati semplicissimi, la malattia di mia madre derivata dal disastro, e, di conseguenza, quella di mio padre… più tanti debiti da pagare. Oggi sono arrivata in fondo a quel tunnel, sono partita da zero, anzi sotto lo zero, e questo lavoro creativo mi aiutata tantissimo. Creare cose belle per dimenticare quelle brutte. E’ così che la vedo.

Ma in mezzo a tanta sfortuna bisogna ricordare anche la fortuna…la mia si chiama Alessandra.

Cosa te ne fai di tanta creatività e tanta passione se non hai nessuno con cui condividerla? Una persona che ha la tua stessa visione delle cose, che quando le spieghi quali sono i tuoi obiettivi ti guarda con gli occhi grandi e dice: FIGATA!! Una capacità lavorativa che ti completa: io figlia di falegname, lei diplomata nei fondamentali di restauro di legno ed edilizia. Io appassionata di maglieria, lei di sartoria. Io che le borse le faccio tutte trasformabili e affogo tra le mie idee, lei che mi mette paletti e ordine trovando sempre il giusto compromesso, ricordandomi che prima o poi qualcuno quella creazione la dovrà pur indossare…. Io che di foto non ne capisco niente, lei che se si mette davanti ad un obiettivo se lo mangia. Io che vado di codice di programmazione e gestisco il sito, lei che con la sua gentilezza ed infinita pazienza riesce a seguire tutte voi ed il negozio, lasciandomi il tempo di rinchiudermi in laboratorio con le mie cuffie (a volte anche per settimane) senza mai perdere un colpo.  Ci completiamo, litighiamo e ci emozioniamo ad ogni bellissima creazione, tutti i santissimi giorni. Siamo quello che potremmo definire UNA SQUADRA.

Potrei stare qui ad elencarvi quanti altri corsi poi abbiamo fatto… siamo donne molto curiose! Potrei elencare tutti i lavori e tutti i laboratori e persone con cui abbiamo collaborato e che dovremo ringraziare per aver oggi il bagaglio necessario per realizzare tutto quello che ci passa per la testa.

Ma la sostanza è che Maggiociondolo è la sintesi di quello che ci è successo nella vita, come ad esempio il fatto che adoperiamo materiali di scarto perchè inizialmente non potevamo permetterci di buttare niente.